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Parte della serie 341, la norma EN 341-A identifica i dispositivi destinati alle operazioni di evacuazione e salvataggio in quota appartenenti alla Classe A, ossia quella che garantisce il livello prestazionale più elevato. Questi DPI sono progettati per consentire il trasferimento controllato dell’utilizzatore verso un punto sicuro durante un’emergenza, assicurando prestazioni affidabili anche in caso di utilizzi ripetuti.
Che cos’è la norma EN 341-A e a cosa si applica
La EN 341-A disciplina i dispositivi di evacuazione destinati a consentire la discesa controllata di una persona da una posizione sopraelevata verso un luogo sicuro, in situazioni di emergenza.

Questi dispositivi trovano impiego principalmente nei sistemi di salvataggio utilizzati durante i lavori in quota, dove un’evacuazione rapida e controllata rappresenta un requisito fondamentale per la sicurezza dell’operatore. Non a caso, possono essere utilizzati in numerosi contesti, tra cui:

Lavori su coperture e strutture sopraelevate.
Torri, tralicci e impianti industriali.
Piattaforme di lavoro e impianti eolici.
Attività di manutenzione in quota.
Operazioni di soccorso ed evacuazione in caso di emergenza.

Le classi prestazionali previste dalla EN 341
La norma EN 341 distingue i dispositivi di evacuazione in quattro classi prestazionali, determinate in base all’energia di discesa che il dispositivo è in grado di sostenere mantenendo le prestazioni previste. Tale valore tiene conto del peso dell’utilizzatore, dell’altezza di evacuazione e del numero di cicli che il dispositivo può effettuare in sicurezza.

Classe
Energia di discesa
Caratteristiche

A
Fino a 7,5 × 10⁶ J
Prestazioni elevate, idonea per utilizzi ripetuti.

B
Fino a 1,5 × 10⁶ J
Adatta a un numero inferiore di operazioni di evacuazione.

C
Fino a 0,5 × 10⁶ J
Indicata per impieghi limitati.

D
Una sola evacuazione
Dispositivo destinato a un unico utilizzo.

La classe A, come già sottolineato, rappresenta il livello prestazionale più elevato. I dispositivi appartenenti a questa categoria sono progettati per garantire affidabilità anche dopo numerose operazioni di evacuazione, risultando particolarmente indicati nei contesti in cui è necessario disporre di sistemi di salvataggio pronti a essere impiegati più volte – senza compromettere le prestazioni.
I requisiti previsti dalla norma
La EN 341 stabilisce una serie di requisiti tecnici e prestazionali che i dispositivi di evacuazione devono soddisfare per garantire un utilizzo sicuro. Le prescrizioni riguardano sia le caratteristiche costruttive sia il comportamento del DPI durante la discesa, con l’obiettivo di assicurare affidabilità e controllo in condizioni di emergenza. Tra i principali requisiti previsti, in particolare, rientrano:

Resistenza meccanica dei componenti sottoposti a sollecitazione durante l’utilizzo.
Controllo della velocità di evacuazione, che deve mantenersi entro i limiti previsti dalla norma.
Affidabilità del sistema frenante, per garantire una discesa controllata lungo l’intero percorso.
Compatibilità con gli elementi del sistema di salvataggio indicati dal fabbricante.
Resistenza all’usura e alle sollecitazioni ripetute, in funzione della classe prestazionale del dispositivo.
Mantenimento delle prestazioni anche dopo il numero di cicli previsto per la relativa classe di appartenenza.

I metodi che attestano la conformità dei DPI
Anche in questo caso, la conformità normativa viene verificata mediante una serie di prove di laboratorio finalizzate ad accertarne la sicurezza, l’affidabilità e il corretto funzionamento. I testi simulano le reali condizioni d’impiego, valutando il comportamento del dispositivo sia durante una singola operazione sia dopo impieghi ripetuti:

Prove di resistenza statica, per verificare la capacità del dispositivo di sopportare i carichi previsti senza subire cedimenti.
Prove dinamiche di evacuazione, finalizzate a valutare il corretto funzionamento durante la discesa dell’utilizzatore.
Verifica della velocità di discesa, che deve mantenersi entro i limiti stabiliti dalla norma per garantire un’evacuazione controllata.
Prove di durabilità, eseguite attraverso un numero di cicli variabile in funzione della classe prestazionale del dispositivo.
Controllo finale del dispositivo, per accertare il mantenimento delle prestazioni al termine delle prove previste.

Marcatura e informazioni fornite dal fabbricante
I dispositivi conformi alla EN 341 devono riportare una marcatura chiara e permanente, che ne consenta l’identificazione e permetta di verificarne la conformità ai requisiti previsti dalla norma:

Marcatura CE.
Nome o marchio del fabbricante.
Modello o codice identificativo del dispositivo.
Riferimento alla norma EN 341 e alla relativa classe prestazionale (A, B, C o D).
Anno di fabbricazione e, ove previsto, numero di serie o lotto di produzione.
Indicazione del carico nominale e delle eventuali limitazioni d’impiego previste dal fabbricante.

Ogni dispositivo deve infine essere accompagnato da una nota informativa contenente le istruzioni per il corretto utilizzo, le modalità di installazione, i criteri di ispezione e manutenzione, le condizioni di conservazione e tutte le indicazioni necessarie per un impiego sicuro del dispositivo.